Come vendere all’estero: 5 modi concreti per entrare nei mercati esteri

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Esportare all'esteroCarissimo imprenditore italiano che stai valutando di entrare nei mercati esteri o che lo hai già fatto seppur con scarsi risultati.

Leggi con attenzione quanto ti riporto di seguito perché tutto ciò nasce dall’esperienza pluriennale di ComeCercareClienti (dal 1998) in fatto di sistemi di ricerca clienti specie per i mercati esteri.

In questo articolo troverai riferimenti concreti che ti aiuteranno a valutare se e come “provare” ad entrare nei mercati esteri.

Partiamo intanto dall’assunto presente nel titolo dell’articolo: oggi cercare di vendere e proporre i propri prodotti all’estero non è più una scelta ma una necessità.

Il mercato nazionale italiano lo sai bene perché lo conosci profondamente è in recessione da almeno 5 anni a questa parte; forse più considerando i macro trend economici.

Cercare di proporre i propri prodotti in Europa e/o nei Paesi Brics (Brasile-Russia-India-Cina-Sudafrica) è divenuta quindi una strada oramai pressoché obbligata.

Stare li in trincea cercando di tagliare il più possibile sperando che poi torni tutto come prima è il più fatale degli errori, errore che vediamo commettere sempre più spesso anche da aziende che solo fino a qualche hanno fa erano assolutamente da definirsi virtuose.

Vorrei aprire a questo proposito una parentesi prima di segnalarti gli strumenti e le modalità più interessanti per aprire nuovi mercati.

La parentesi riguarda la politica intrapresa da circa il 2007 (cioè dall’inizio vero e proprio della crisi mondiale) ad oggi da parte di moltissime aziende italiane: quella del taglio indiscriminato e lineare dei costi.

Essere efficienti e quindi ridurre i costi improduttivi per un’azienda andando a scovare centri di costo che non  hanno più ragione d’essere o che vanno per lo meno ridotti, è sicuramente un’operazione necessaria in ogni azienda.

Il problema è che specie nei momenti di crisi questa diviene l’unica modalità per affrontare il problema della diminuzione dei fatturati. Cioè per mantenere i precedenti livelli di utile o per contenerne la loro diminuzione, si agisce solo su quella leva dimenticandosi però l’altro cardine di ogni azienda vale a dire l’efficacia.

Molte aziende oggi giorno sono affidate ai responsabili dei centri di acquisto che per forma mentis e direttive avute dall’alto devono solo perseguire il taglio spesso lineare dei costi aziendali.

Così facendo però si perde in efficacia e forza propulsiva.

Distogliere risorse all’investimento, alla ricerca, al miglioramento di prodotto e poi al marketing, alla comunicazione e alla promozione di prodotto porta inevitabilmente all’inaridimento aziendale (umano e tecnologico in primis) e può condurre nei casi più gravi ad un avvitamento negativo che ha come fase finale la “morte” dell’azienda.

Non a caso negli ultimi 2/3 anni c’è stato un fortissimo incremento del trend di chiusura di attività in Italia e purtroppo questa sembra essere una situazione alla quale difficilmente si potrà porre riparo nel breve termine.

Affidarsi quindi un po’ meno in azienda ai responsabili acquisti e delegare un po’ più alle risorse interne ed esterne che sono in grado di indirizzare gli investimenti in altre aree/funzioni aziendali propulsive, può essere a mio avviso la chiave di volta per sovvertire questi trend negativi.

Chiusa la parentesi nella speranza che vi sia arrivato il messaggio.

Torniamo all’argomento chiave di questo post vale a dire quali sono gli elementi da considerare attentamente per aprirsi ai mercati esteri e soprattutto quali gli strumenti operativi per raggiungere tale scopo.

Strumento n° 1:

Il percorso di internazionalizzazione nella generalità dei casi è lento e non sempre lineare. Di base ci si dovrebbe perciò affidare a figure professionali agenti, distributori, clienti, brokers, managers, partners, ecc. che hanno specifiche ed approfondite conoscenze nel Paese estero nel quale si è deciso di puntare con particolare riferimento al settore merceologico al quale la nostra azienda appartiene. Questa è una prima soluzione ed una delle più efficaci in assoluto. A questo proposito vi sono aziende e consulenti italiani specializzati proprio nel reperimento di siffatte figure professionali. Noi stessi utilizziamo indirettamente tale modalità per l’apertura dei mercati esteri, attraverso una partnership specialistica con un’azienda che si occupa esclusivamente di creazione e realizzazione di progetti di sviluppo commerciale internazionale attraverso la ricerca di risorse (umane) e la costruzione e gestione di reti di vendita.

Strumento n° 2:

Alcuni imprenditori hanno avviato significative ed importanti esperienze di internazionalizzazione impegnandosi in prima persona. Non tutti gli imprenditori però possono permetterselo sia per motivi logistici che per motivi di impossibilità di delega interna aziendale se non a fronte di una radicale riorganizzazione aziendale che prevede il dirottamento di importanti funzioni aziendali, prima appunto ricoperte dall’imprenditore, verso i più stretti collaboratori. Collaboratori che comunque vanno correttamente addestrati e sui quali va esercitata anche funzione di controllo. Oltre al tempo effettivamente impiegato dall’imprenditore, che quindi viene distolto dalla Vita aziendale, con questa soluzione c’è da mettere anche in conto il tempo “investito” per la creazione delle offerte, la produzione di materiale tecnico-commerciale in lingua, le attività pre e post fiera, ecc.

Per cui anche questa è una modalità perseguita da molti imprenditori italiani che implica un notevole impegno di risorse economiche e di tempo; mettendo in preventivo anche la possibilità di insuccesso.

Conosciamo più di qualche imprenditore che ci ha stimato il costo del proprio intervento in circa 20.000 euro per il primo anno (escludendo i costi per le analisi di mercato iniziale volte ad identificare il o i Paesi di interesse) a cui poi vanno aggiunti i costi per dare seguito alla partnership avviata/inaugurata. Non è quindi sicuramente la formula più economica tra quelle che vi stiamo presentando.

Strumento n° 3:

Una terza soluzione è quella di avvalersi di organizzazioni e strutture preposte all’internazionalizzazione del Made in Italy: Ice, Promos, Coexport, ecc. Ebbene in maniera trasversale più di qualche imprenditore ci ha segnalato che tali enti aiutano moltissimo nella fase iniziale di predisposizione della “missione” in terra estera favorendo il contatto, mentre si sono dimostrate fortemente lacunose in tutto ciò che ne deriva dopo per dare efficacemente seguito all’iniziativa.

Strumento n° 4:

Creare una filiera: si perché provare da soli è impresa ardua. Moltissime PMI affrontano l’avventura estera costruendo una serie di partnership nazionali con fornitori consolidati, consulenti aziendali, operatori di logistica, compagnie assicurative, avvocati e addirittura i propri clienti. Le conoscenze reciproche in questi casi aiutano molto a fare sinergia operativa e migliorano l’efficienza dell’operazione nel suo complesso. Come si dice: l’unione fa la forza.

Strumento n° 5:

Non dimenticatevi del web. Lo lascio per ultimo ma forse lo dovrei mettere come uno dei primi tra gli strumenti a disposizione non solo per sondare i mercati ma proprio per avviare proficue relazioni commerciali. Il web, segnalo bene, è una delle modalità più veloci e, nel rapporto costi risultati attesi, tra le meno costose in assoluto.

Nella nostra personalissima esperienza in fatto di ricerca clienti all’estero, abbiamo aiutato decine di aziende ad aprire veri e propri mercati tramite la rete internet. Il web infatti, se ben fatto, si presta benissimo per intercettare coloro che già stanno cercando i nostri prodotti. Il grave problema delle aziende italiane è che non si fanno trovare pronte all’appuntamento. Appuntamento al quale, al contrario, non mancano aziende di nazioni che oramai sono agguerritissime e sempre pronte a soffiare quote di mercato a scapito del Made in Italy.

Non smetterò mai di dirlo: l’imprenditore italiano ha prodotti buonissimi spesso molto al disopra della media mondiale. Il problema è che non lo fa sapere! Vi domando: che senso ha che miglioriate continuamente il vostro prodotto se non viene poi curato il marketing e la comunicazione aziendale che sono le funzioni preposte a migliorare la percezione che il mercato avrà poi dei vostri prodotti o servizi?!? Pensate che migliorando il vostro prodotto aumenteranno i fatturati? Nulla di più sbagliato.

Al mondo vi sono centinaia di vostri concorrenti che vendono molto meglio di voi e risentono molto meno della crisi pur avendo un prodotto inferiore al vostro ma un marketing molto più efficace.

Nell’ambito della soluzione 5 (il web) abbiamo testato con successo nel corso degli anni alcuni strumenti che si sono rivelati estremamente efficaci per il raggiungimento di tale scopo:

a)     Il sito web istituzionale in lingua estera posizionato nei motori di ricerca per top keywords e collegato ad efficaci campagne banner pay per click. Non ti nego che è uno strumento obsoleto che ha funzionato benissimo sino a circa il 2008, quando i livelli di concorrenza nel web erano ancora accettabili. Ora ha lasciato il passo a strumenti più mirati vorrei dire “laser” nel loro modo di arrivare diretti al mercato di riferimento. Ve li riporto di seguito.

b)     Mini sito di prodotto: è uno strumento molto potente che parte da una iniziale analisi di mercato estero. Congegnato nella lingua del Paese il mini sito viene costruito a partire da approfondita analisi marketing e strutturato secondo una logica di comunicazione persuasiva. Il mini sito viene promosso quindi nei principali circuiti di visibilità del Paese estero e consente di ottenere mirate richieste di preventivo o acquisto. Usualmente l’imprenditore ottenute le medesime si attiva con interpreti e traduttori così da avviare per esempio l’invio di campionature oppure l’organizzare visite nel Paese. Non è inusuale chiudere in vendita il contatto ricevuto anche a distanza. Dipenderà molto dal tipo di prodotto o servizio proposto. Se ciò che proponiamo è un servizio oppure riguarda un prodotto + servizio sarà più verosimile avviare delle trattative con possibili contatti ricevuti magari coadiuvati da agenti, rappresentanti e partners in loco. Nel caso il prodotto sia ben identificabile e non personalizzabile (oltre che privo di servizio connesso) la vendita potrà avvenire a distanza anche mediante sistemi ecommerce applicati al mini sito.  E’ chiaro che questo è uno strumento importante che può esser affiancato agli strumenti 1) 2) 4) per avere una maggior forza dirompente nel mercato di riferimento.

Se vuoi saperne di più su come creare un minisito di prodotto vincente leggi questo nostro articolo oppure guarda il video seguente

c)     Email marketing b2b: la logica di questo strumento non si discosta molto da quanto detto per il punto precedente solo che in questo caso non si intercettano le richieste dei potenziali clienti tramite i circuiti di visibilità esteri presenti sul web, bensì si invia una mail costruita secondo una logica di comunicazione persuasiva e forte marketing che andrà a promuovere il nostro specifico prodotto e/o servizio a liste email di potenziali clienti appartenenti a categorie merceologiche di nostro interesse preventivamente selezionate. Il contatto lo si riceverà quindi via mail e/o telefonicamente (solo però se siamo organizzati internamente per rispondere a richieste in lingua estera). A quel punto si prospetteranno le soluzioni operative già definite al punto precedente.

Anche in questo caso abbiamo già pubblicato una serie di articoli e video piuttosto interessanti sul tema che chiariscono la modalità di utilizzo di questo strumento.

Eccoli:

due video tratti da un nostro canale Youtube

1)    http://www.youtube.com/watch?v=_1WUFd8qrYo

2)    http://www.youtube.com/watch?v=PaVPAlA0eNw

e questo articolo:

http://www.e-mail-marketing.ve.it/blog/indirizzi-email-aziende/scegliere-la-lista-di-potenziali-clienti-con-lemail-marketing/

Bene. Spero che con questo post siamo riusciti a chiarire significativamente le modalità più diffuse per cercare di promuovere i vostri prodotti e/o servizi nei mercati esteri.

Nell’eventualità vogliate approfondire con noi attraverso un’analisi gratuita e quindi senza impegno alcuno da parte Vostra, il Vostro specifico caso i nostri contatti risultano essere:

– numero 380.6959285

– oppure contattaci via skype

– ed ancora via mail info@comecercareclienti.com

Attendiamo i vostri commenti e a presto!

Come Cercare Clienti – Matteo Pasqualini